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HomeN1/018Empowering Hospital: il progetto di 5 ospedali e università europee per la gestione della Cronicità

Empowering Hospital: il progetto di 5 ospedali e università europee per la gestione della Cronicità

In Europa si osserva un progressivo incremento dell’aspettativa di vita, si stima che
nel 2050 le persone di oltre 65 anni supereranno il 25% della popolazione, mentre l’Italia,
in cui già oggi gli ultrasessantacinquenni rappresentano il 22,3% della popolazione, si
conferma uno dei paesi più longevi del continente. L’attesa di vita di un neonato italiano
è infatti di 82,8 anni (80,6 anni per gli uomini e 85 per le donne). Non migliora invece
negli anziani il dato della qualità e dell’aspettativa di vita in buona salute: in Italia per gli
uomini la speranza di vita in buona salute a 65 anni è pari a 7,8 anni (a fronte dei 9,4 anni
della media europea) e per le donne di 7,5 anni rispetto ai 9,4 anni della media Ue.
In tale contesto il Piano Nazionale della Cronicità che si propone di contribuire al miglioramento
della salute delle persone affette da malattie croniche, riducendo il carico di
malattia, migliorando la qualità di vita e rendendo più efficaci ed efficienti i servizi sanitari,
sottolinea quale elemento chiave di gestione della cronicità l’informazione, l’educazione
e l’empowerment del paziente.
Si è quindi sviluppata all’interno di una realtà ospedaliera pubblica, come quella
dell’Ospedale di Biella, tradizionalmente votata alla diagnosi e cura, la consapevolezza che
occorresse agire, con interventi personalizzati, sulla promozione della salute e sull’empowerment
dei pazienti.
Su questa idea si è concentrato l’interesse di un gruppo di ospedali e università europee
e nel 2015 è stato avviato il progetto europeo Emp-H (Empowering Hospital). Lo
studio cofinanziato dall’Unione Europea -attraverso il programma HEALTH 2014/2020-
è stato coordinato come capofila dall’ASL di Biella e ha visto il coinvolgimento dell’Ospedale
Universitario La Fè di Valencia in Spagna, la Lithuanian Sclerosis Multiple Union di
Vilnius, oltre all’Università irlandese di Dublino e all’Università del Piemonte Orientale.

Metodi

Sin dall’avvio del progetto erano disponibili in letteratura studi che avevano documentato
l’efficacia di interventi di promozione della salute nel modificare comportamenti ed
abitudini di vita in pazienti affetti da patologie croniche, poco tuttavia si conosceva sulla
effettiva trasferibilità ed efficacia di questi interventi nel mondo reale di ospedali e servizi
sanitari europei, diversi per caratteristiche assistenziali, organizzative e gestionali.
Obiettivo specifico del progetto Emp-H è stato quindi quello di valutare l’efficacia di

un intervento strutturato di promozione della salute condotto in un setting ospedaliero
in favore di pazienti cronici, loro familiari e operatori sanitari tutti in età compresa tra 40
e 75 anni (Tabella 1)
I ricercatori hanno adottato una classica metodologia scientifica sperimentale. Dopo
aver acquisito, presso gli ambulatori ospedalieri, il consenso a partecipare allo studio, i
soggetti reclutati venivano valutati per la presenza dei fattori di rischio: fumo, obesità, alimentazione,
alcool e attività fisica e successivamente assegnati (randomizzati) a ricevere
due diversi tipi di interventi di promozione della salute: 1) informazioni e brevi consigli
verbali e scritti per la correzione di stili di vita inadeguati, 2) invio ad un centro di promozione
salute per un counseling di circa 30 minuti con psicologi (Biella) o infermieri
(Valencia) adeguatamente formati.
Tabella 1:
tipologia degli ambulatori e servizi ospedalieri coinvolti e dei soggetti arruolati

Risultati

La tabella 2 evidenzia il numero dei soggetti inclusi nello studio: complessivamente sono
stati reclutati 977 soggetti (823 presso il solo Ospedale di Biella) di cui 363 pazienti, 270
familiari di pazienti e 344 operatori sanitari.
Tabella 2:
numero e tipologia dei soggetti arruolati nello studio

La tabella 3 evidenzia che nel gruppo d’intervento, in cui i soggetti venivano coinvolti in
un counseling intensivo di circa 30 minuti, il 59% dei pazienti che praticavano un eccessivo
consumo di alcoolici ha ridotto il consumo, contro il 34% del gruppo di controllo, in
cui le persone hanno ricevuto un intervento meno intenso. Un cambiamento particolare

è stato riscontrato anche per il così detto binge drinking, cioè l’assunzione di più bevande
alcoliche in un intervallo di tempo breve: il 83% dei binge drinkers del gruppo di intervento
contro il 61% del gruppo di controllo hanno avuto un miglioramento in questa abitudine
a rischio. Anche nel raggiungimento del livello raccomandato di attività fisica moderata/
vigorosa si ritrovano dati positivi con un 27% dei soggetti sedentari del gruppo di
intervento che è diventato più attivo al follow-up, rispetto al 13% del gruppo di controllo.
Il miglioramento è risultato statisticamente significativo con rischi relativi di 2.1 per l’attività
fisica, 1.7 per il consumo di alcool e di 1.3 per il cosidetto “binge drinking”.
Tabella 3:
percentuale di miglioramento nelle abitudini di vita osservate nello studio nei 2 gruppi

Miglioramenti nelle abitudini di vita si sono registrate anche relativamente al consumo di
frutta e verdura, al fumo e all’assunzione di bevande zuccherate, tuttavia per questi ultimi
3 fattori di rischio il miglioramento è marginale e non è statisticamente significativo.

Conclusioni

Lo studio ha dimostrato che un approccio sistemico, teso a formare il personale ospedaliero
per acquisire competenze di counseling in tema di promozione della salute, è risultato
fattibile ed efficace nel modificare abitudini di vita e fattori di rischio per le patologie
croniche. Il progetto ha inoltre evidenziato la capacità di un ospedale generale nazionale
di medie dimensioni, con personale quasi interamente dedicato a funzioni assistenziali,
di coordinare, anche grazie alle competenze presenti presso le due Università Europee
partner, un progetto di ricerca, che ha coinvolto ospedali di altri paesi, in un comune
intervento di promozione della salute. Una delle novità dello studio è stata quella di coinvolgere
non solo pazienti e familiari, ma anche operatori, si è evidenziato che questi ultimi
condividevano con le altre due categorie gli stessi fattori di rischio.
Lo studio ha sicuramente alcuni limiti: 1) circa un quinto dei soggetti arruolati non
si è presentato al controllo successivo e non ha potuto essere valutato, 2) il numero dei
soggetti arruolati, sia pure cospicuo, è stato inferiore a quello preventivato, 3) il bilanciamento
tra gruppo di intervento e di controllo è risultato non ottimale per le categorie dei
pazienti e dei familiari.
Pur con questi limiti, complessivamente lo studio ha evidenziato un significativo miglioramento
in almeno tre fattori di rischio, in coloro che si sono sottoposti al counseling
intensivo gestito in gran parte da psicologi. I risultati ottenuti possono essere un valido

punto di partenza, anche in un’ottica di revisione di alcuni percorsi assistenziali che, nel
contesto del Piano della Cronicità Nazionale e della Regione Piemonte potrebbero essere
più a misura di paziente, dentro, ma anche fuori dalle mura dell’ospedale. La sfida futura
sarà quella di identificare nuove strategie in grado di semplificare e diminuire i costi
dell’intervento attraverso tecnologie e-health, nuovi applicativi per la profilazione dei
rischi dei pazienti e per la raccolta dei dati clinici.
Fonti:
1) Ministero della salute. Direzione Generale della Programmazione Sanitaria.
Piano Nazionale della Cronicità. Accordo tra lo Stato, le Regioni e le Province Autonome di Trento e
Bolzano 15 settembre 2016
2) Commissione Europea (2015), “The 2015 Ageing Report”
3) The European House – Ambrosetti (2017), “Meridiano Sanita Le coordinate della Salute.
Rapporto 2017”
4) Organizzazione Mondiale della Sanità (2010), “Global Recommendations
on Physical Activity for Health”
5) ISTAT BES 2017 Il benessere equo e solidale in Italia
6) Bacchi M., Penna A., Tempia P. Empowering Hospital: un progetto europeo di promozione della
salute in ospedale per creare alleanze sul territorio – Stili di vita e cambiamento in Uomini e Donne.
VIII° Conferenza Nazionale Rete HPH & HS – Aosta 5-6 Ottobre 2017
7) Penna A. Bacchi M. Bigatti G. Becchi C. La promozione della salute in Ospedale: il Progetto
Europeo EMP-H/Empowering Hospital 50° Congresso Nazionale SITI Torino 23 Novembre 2017
8) Faggiano F., Coppo A. La promozione della salute in Ospedale: il Progetto Europeo EMP-H/
Empowering Hospital 50° Congresso Nazionale SITI Torino 23 Novembre 2017
9) Aldona Droseikiene “Topicalities for learning disability care” Annual Conference at Lithuanian
Parliament. Kupiskis (Lituania) 22 Settembre 2017
10) Lucas Donat. Empowering Hospital. The European Society for Prevention Research (EUSPR)
Conference. Vienna 20-22 Settembre, 2017
11) Davide Susta An overview of Systematic Reviews of interventions to empower cardiovascular patients
to improve physical activity: preliminary results of the EMP-H project. ESC- EUROHEARTCARE
– European Congress of Cardiovascular Nursing and Allied Healthcare Professionals. Jonkoping
(Svezia) 19 maggio 2017.

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Azienda Sanitaria Locale Biella Italia